
La direzione nella quale si muove Manlio Rondoni è quella dell'artista che esplora nuovi mondi possibili diventando, a suo modo, scienziato ricercatore. Egli s'inoltra con ardimento in un nuovo mondo per captare i segnali provenienti da una nuova dimensione: il cosmo della visionarietà.
Rondoni sa che la forma è come una regola o un modulo interiore che lo ispira: si presenta imperfetta, incompiuta, bisognosa d'una formula felice che possa risolvere il problema d'una composizione appena in embrione. L'esperienza quotidiana gli propone infinite forme, che egli solo in parte cerca di codificare.
L'indeterminatezza
di questo cosmo visionario, che egli cerca di esplorare, è il principio
primo di una genesi che si compie molto gradualmente. In questo neo-processo
primordiale la volontà, l'esperienza, l'intelligenza, l’immaginazione
di Rondoni rappresentano momenti importanti del “riordino” di
questo abbondantissimo materiale, insieme ad altri elementi che interagiscono
sulla visione, come la luce, l’armonia timbrica dei colori, ma soprattutto
lo strabiliante divenire continuo di queste immense poliformi nubi fatte di
cielo e di terra. 
L’immensa
onda ha un ritmo musicale assolutamente non restituibile ad un qualsiasi spartito.
E’ un tentativo riuscito di inventare nuove forme per l’arte,
una proiezione di chissà quale fato ancora non disponibile a mutarsi
in autenticità quotidiana. Il suo lavoro sul linguaggio pone oggi Rondoni
in posizione d’avanguardia con una creatività che privilegia
l’evocazione d’immagini luminose ed incantate, ricche di mistero.
Forse il volto poliforme di un enigma che non ha confini.
Nella
pittura di Rondoni si fondono tre elementi: l’armonia, la contemplazione
creativa e la visione-figurazione sintetica. L’attenzione che egli pone
al movimento lirico ed al movimento epico rendono questa “esperienza”
possibile e reale perché parte da esperienze vissute senza riferimenti
voluti o forzati. La forma per Rondoni è soprattutto rappresentatività
del sensibile in una composizione pura che sfocia nell’ideazione ed
esplicitazione di una nuova realtà.
Solo
così la fantasia delle visioni s’illumina di nobile bellezza,
in un nuovo mondo di idee pure che ci presenta uno spettacolo incantato di
poesia.
Gian Carlo Iosimi
(per la personale di M. Rondoni alla galleria “Cortina” di Roma 1988)